RECENSIONE: L’arte della guerra di Napoleone (Jacques Garnier)

Non a caso il sottotitolo di questa opera è “una biografia strategica”. Lo scopo di questo saggio non è quello di essere l’ennesimo racconto delle guerre napoleoniche, bensì di far comprendere l’evoluzione e il “carattere” della scienza militare di uno dei più grandi “signori della guerra” planetari.

L’autore, Jacques Garnier, analizza come alcuni intuizioni strategiche del generale corso, già ravvisabili nella prima campagna d’Italia, vengano sviluppate e affinate nel corso di tutta la sua vita.

Nel contempo l’opera evidenzia i limiti, talvolta oggettivi e materiali, del pensiero strategico napoleonico che si evidenzieranno a pieno nella campagna di Russia.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Breve storia della Prima guerra mondiale, 2 voll. (Marco Cimmino)

Sono due volumi, ma si leggono d’un fiato, l’opera ideale per chi vuol affrontare l’intricato periodo storico del primo conflitto mondiale con una visione d’insieme, che tuttavia non scada nel generico e nel banale.

 

Il lettore al termine si ritroverà con una conoscenza discreta su come questo conflitto si dipanò nell’intero pianeta, sfatando nel contempo non pochi luoghi comuni e generalizzazioni.

Il racconto storico è “alleggerito” da alcuni paragrafi, denominati “curiosità”, dove l’autore affronta dettagli, dando loro una spiegazione accurata, che spesso sono dati per scontati in opere simili.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La conquista dell’Adamello (Marco Cimmino)

Preparatevi ad emozionarvi, se prendete in mano questo libro.

Il curatore dell’opera è infatti riuscito in un compito non facile: coinvolgervi nella storia di una famiglia bergamasca di amanti della montagna e scalatori, i cui quattro figli compirono imprese belliche e alpinistiche sul fronte alpino della prima guerra mondiale.

La prima parte dell’opera è dedicata alla “storia” della famiglia Calvi, che si intreccia con quella della piccola borghesia “interventista” bergamasca, con i suoi richiami risorgimentali.

Si entra poi nel vivo delle operazioni belliche, effettuate in un ambiente che ben si può definire artico, di cui si rese protagonista il capitano Nino Calvi, per giungere al suo “diario” (riprodotto in copia anastatica), vergato ad un anno dalla fine del primo conflitto mondiale: un manoscritto che mai venne dato alle stampe, in quanto Nino Calvi precipiterà proprio dalla parete nord dell’Adamello, nel corso di una scalata.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra dei Trent’anni (Georg Schmidt)

Dal 1618 al 1648 gli Stati dell’Europa centrale furono dilaniati da una serie ininterrotta di conflitti politici e religiosi che contrapposero l’autorità imperiale cattolica, i principi protestanti, i “ceti” di quello che veniva ancora definito Sacro Romano Impero.

Non fu una semplice questione di fede, tanto è vero che uno degli oggetti del contendere riguardava il diritto di proprietà dei beni di numerosi ordini religiosi, e fu certamente un conflitto che coinvolse le altre potenze europee (Russia, Francia, Svezia, Spagna).

Una guerra che causò centinaia di migliaia di morti, in gran parte civili, e che fece pesare per secoli le sue conseguenze su buona parte dei territori che ora chiamiamo Germania.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La conquista del Sabotino (Marco Cimmino)

La carriera di Pietro Badoglio, noto per essere stato tra gli artefici dell’8 settembre 1943, inizia nell’agosto del 1916, quando l’Esercito Italiano si accinse a conquistare un’altura di poche centinaia di metri, alle soglie di Gorizia, noto come Monte Sabotino.

L’attacco e la conquista di questa altura portò alla “liberazione” di Gorizia, un fatto d’arme che non solo rinfrancò l’Italia, ma tutte le potenze europee, ancora scioccate dai macelli di Verdun e della Somme, in guerra contro Reich tedesco e Impero austro-ungarico.

Al di là dei risvolti politici e strategici, la conquista del Sabotino è rilevante perché gli stati maggiori italiani adottarono tattiche in un certo qual modo innovative, basate su un attento uso della logistica e una volta tanto disancorate dagli assalti alla baionetta, forieri di massacri e insuccessi: un approccio che vide proprio Badoglio tra i principali ideatori.

Dopo il Sabotino si riprese a fare la guerra alla vecchia, disastrosa, maniera: a Caporetto mancava poco più di un anno.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La Battaglia dei Ghiacciai (Marco Cimmino)

Durante la prima guerra mondiale, le truppe da montagna italiane e austro ungariche si affrontarono in un ambiente estremo, quello del comprensorio glaciale dei grandi massicci delle Alpi Centrali.

Fu una guerra che vide contrapposti reparti di piccole dimensioni, in condizioni climatiche e ambientali che ancora oggi appaiono incredibili, ovverosia lande subartiche ad un’altezza spesso superiore ai 3000 metri.

L’autore racconta con partecipazione le battaglie che videro protagonisti uomini che spesso, nella vita “borghese”, erano imparentati ed amici, per poi trovarsi sui lati opposti del fronte: una storia dove le imprese di guerra sono imprese alpinistiche, in cui si scavavano gallerie lunghe chilometri nel cuore dei ghiacciai, dove si “alloggiava” per mesi in rifugi scavati nella neve e nel ghiaccio, dove la natura mieteva più vittime del fuoco nemico, dove pezzi di artiglieria pesanti quintali venivano trascinati a quote impensabili.

Un libro per chi ama la montagna e le sue genti, da leggersi possibilmente con una mappa CAI delle zone dove si svolse questa epopea.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra dei sette anni (Marian Füssel)

La guerra dei sette anni in Italia è misconosciuta e spesso gli abitanti del Bel Paese confondono Federico il Grande con Federico II di Svevia.

Per cui, se vi volete fare un minimo di cultura su quello che fu il primo autentico conflitto mondiale, bene, questo agile saggio fa per voi: finalmente vi doterete delle conoscenze di base su una guerra che fece un milione di morti, che fu combattuta in Europa, America del Nord, Caraibi, sub continente indiano, Filippine e continente africano.

Un conflitto che ridisegnò gli equilibri di potenza nel settecento, ed in cui per la prima volta giocarono un ruolo importante le opinioni pubbliche europee, la stampa ed anche quelle che potremmo definire come le prime “multinazionali”, ovvero le varie “compagnie delle Indie”.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra di Corea (Steven Hugh Lee)

Il conflitto che tra il 1950 ed il 1952 insanguinò la penisola coreana costituisce la genesi di quella che per decenni fu definita “guerra fredda”.

Fu una guerra che ebbe conseguenze globali: l’entrata della Germania nella NATO, l’emergere della Cina sulla scena mondiale, l’avvio della corsa agli armamenti, il trattato di pace con il Giappone, i riflessi su quella che negli anni successivi fu la guerra del Vietnam.

Uno scenario bellico e politico diplomatico in cui, per la prima volta nella storia umana, era presente l’arma nucleare come sistema d’arma di cui si poteva fare un uso “ragionato e razionale”… tanto è vero che gli strateghi statunitensi più volte valutarono tale opzione.

Un testo da leggere, che ci permette di comprendere al meglio le origini del l’attuale situazione politico militare nella penisola coreana.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: M. Il figlio del secolo (Antonio Scurati)

Per un appassionato di storia, questa opera ha un grande pregio: è fruibile da chi appassionato di storia non è.

Il linguaggio è scorrevole, anche godibile. Sopra tutto, riesce, nonostante lo spessore (in senso fisico, oltre 800 pagine) a raccontare, come se fosse un romanzo d’avventura, i complicati avvenimenti che occorsero in Italia tra la fine della I guerra mondiale ed il delitto Matteotti: cinque anni di vita di una nazione.

La ricostruzione dei fatti è accurata, e la scelta di centrare l’attenzione sulla figura di Benito Mussolini, anche per ciò che riguarda la sua vita privata, è quasi un atto dovuto.

È un testo “di parte”: nonostante le forti critiche agli uomini ed alle forze politiche “non fasciste”, per la loro incapacità di cogliere la novità del movimento fascista e di opporsi in modo vincente ad esso, traspare chiaramente, dalla prima all’ultima pagina, non solo la condanna senza appello al movimento fascista, ma in primo luogo all’uomo e al politico Mussolini.

Anche questo giudizio ci sta, uno storico per definizione non è mai neutrale: non si limita a raccontare i fatti, cerca di interpretarli.

Quello che lascia un poco perplessi è la “tipologia” di giudizio che l’autore emette, in primo luogo verso Mussolini, di riflesso sul fenomeno storico del fascsmo.

È un giudizio etico, morale, eccessivamente incentrato sui comportamenti dell’individuo “Mussolini”: facendo un parallelo storico, è come se si criticasse il maoismo partendo dalle abitudini sessuali di Mao Tse Tung.

È un limite dell’opera, e forse è giusto che sia così: vi apprestate a leggere un romanzo, non un saggio di storia.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra d’indipendenza americana (Stephen Conway)

Un testo ideale per chi vuole avvicinarsi, sapendone poco o nulla, alla Rivoluzione che precedette di pochi anni l’inizio di quella che viene definita “storia contemporanea”.

Il testo è interessante perché non si limita a ripercorrere gli avvenimenti politici e militari che portarono alla fondazione degli Stati Uniti d’America, ma pone l’accento sul carattere mondiale (oggi si direbbe globale) del conflitto che contrappose l’Inghilterra alle sue colonie nord americane: una caratteristica che fu alla base dell’ottenimento dell’indipendenza, dopo cinque anni di conflitto.

Altrettanto interessante il capitolo dedicato alle conseguenze della guerra sui civili delle varie parti in causa, sia da un punto di vista economico che di quello delle convinzioni politiche e dello stile di vita.

Un testo agile e godibile, insomma, dedicato ai tanti, troppi, italiani che di questa guerra hanno, nelle migliori delle ipotesi, una cultura filmica hollyvoodiana.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.