RECENSIONE: Lezioni di strategia (John Lewis Gaddis)

Se vi aspettate un saggio su come il tal generale mosse le sue divisioni nella tal battaglia, ebbene rimarrete delusi. Questo è un testo che, con una scrittura godibile e comprensibile anche per un neofita, fa chiarezza su alcune “questioncelle”: come individuare un obiettivo, come comprendere quanto sia praticabile raggiungerlo, come valutare i costi di una tale intrapresa, sia “etici” che “pratici”. Il tutto con una serie di analisi e confronti di personaggi, o meglio strateghi, che hanno attraversato la storia dell’umanità: da Pericle a Serse, da F.D. Roosvelt a Lincoln, da Sant’Agostino a Machiavelli, da Clausewitz a Tolstoj.

Un consiglio: taccuino e penna a fianco mentre leggete, numerosi incisi dell’autore sono fulminanti nella loro concisione ed essenzialità.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Augusto in guerra (Lindsay Powell)

L’espressione “Pax Romana”, o meglio ancora “Pax Augusta”, è la denominazione che solitamente viene data al regno di Augusto, dal 31 a.C. al 12 d.C. L’opera, lo si comprende dal titolo, vuole sfatare tale mito, alimentato ai tempi dallo stesso imperatore, evidenziando come nel quarantennio in questione si assistette a una serie ininterrotta di conflitti armati, sia ai confini sia per “pacificare” popolazioni teoricamente facenti parte dell’Impero romano.

Fu sempre Ottaviano Augusto ad attuare una profonda riforma delle istituzioni militari romane, a condurre personalmente, o tramite suoi fidati e accuratamente selezionati delegati, campagne militari, a usare in modo “strategico” la potenza militare romana come strumento di pressione diplomatica.

Il testo delinea la strategia imperiale di Ottaviano, dispiegatasi in quaranta anni di regno e volta a un solo obiettivo, utilizzando le parole stesse dell’imperatore: “sottomettere il mondo intero al potere del popolo romano” (Res Gestae Divi Augusti).

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La questione britannica

Ed.  Maggio 2019

Tra pochi giorni i cittadini britannici saranno chiamati al voto per rinnovare il loro Parlamento, ed anche noi del Bel Paese sappiamo che una delle questioni su cui sceglieranno i loro rappresentanti sarà cosa fare della “Brexit”.

Questo numero di “Limes”, uscito alcuni mesi fa, ci aiuta a districarci nelle complesse questioni che portarono al referendum a favore della Brexit, a comprendere quali potranno essere gli scenari futuri, ai complessi rapporti che legano, o potrebbero slegare, le “parti” del Regno Unito, nonché di quali motivazioni stiano alle basi della nostalgia per l’Impero britannico di una importante parte degli inglesi.

Perché, se non l’avete ancora compreso, termini quali “Regno Unito”, “Britannia”, “Inghilterra” non hanno lo stesso significato, almeno per i sudditi di Sua Maestà Elisabetta II.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: L’arte della guerra di Napoleone (Jacques Garnier)

Non a caso il sottotitolo di questa opera è “una biografia strategica”. Lo scopo di questo saggio non è quello di essere l’ennesimo racconto delle guerre napoleoniche, bensì di far comprendere l’evoluzione e il “carattere” della scienza militare di uno dei più grandi “signori della guerra” planetari.

L’autore, Jacques Garnier, analizza come alcuni intuizioni strategiche del generale corso, già ravvisabili nella prima campagna d’Italia, vengano sviluppate e affinate nel corso di tutta la sua vita.

Nel contempo l’opera evidenzia i limiti, talvolta oggettivi e materiali, del pensiero strategico napoleonico che si evidenzieranno a pieno nella campagna di Russia.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Breve storia della Prima guerra mondiale, 2 voll. (Marco Cimmino)

Sono due volumi, ma si leggono d’un fiato, l’opera ideale per chi vuol affrontare l’intricato periodo storico del primo conflitto mondiale con una visione d’insieme, che tuttavia non scada nel generico e nel banale.

 

Il lettore al termine si ritroverà con una conoscenza discreta su come questo conflitto si dipanò nell’intero pianeta, sfatando nel contempo non pochi luoghi comuni e generalizzazioni.

Il racconto storico è “alleggerito” da alcuni paragrafi, denominati “curiosità”, dove l’autore affronta dettagli, dando loro una spiegazione accurata, che spesso sono dati per scontati in opere simili.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La conquista dell’Adamello (Marco Cimmino)

Preparatevi ad emozionarvi, se prendete in mano questo libro.

Il curatore dell’opera è infatti riuscito in un compito non facile: coinvolgervi nella storia di una famiglia bergamasca di amanti della montagna e scalatori, i cui quattro figli compirono imprese belliche e alpinistiche sul fronte alpino della prima guerra mondiale.

La prima parte dell’opera è dedicata alla “storia” della famiglia Calvi, che si intreccia con quella della piccola borghesia “interventista” bergamasca, con i suoi richiami risorgimentali.

Si entra poi nel vivo delle operazioni belliche, effettuate in un ambiente che ben si può definire artico, di cui si rese protagonista il capitano Nino Calvi, per giungere al suo “diario” (riprodotto in copia anastatica), vergato ad un anno dalla fine del primo conflitto mondiale: un manoscritto che mai venne dato alle stampe, in quanto Nino Calvi precipiterà proprio dalla parete nord dell’Adamello, nel corso di una scalata.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra dei Trent’anni (Georg Schmidt)

Dal 1618 al 1648 gli Stati dell’Europa centrale furono dilaniati da una serie ininterrotta di conflitti politici e religiosi che contrapposero l’autorità imperiale cattolica, i principi protestanti, i “ceti” di quello che veniva ancora definito Sacro Romano Impero.

Non fu una semplice questione di fede, tanto è vero che uno degli oggetti del contendere riguardava il diritto di proprietà dei beni di numerosi ordini religiosi, e fu certamente un conflitto che coinvolse le altre potenze europee (Russia, Francia, Svezia, Spagna).

Una guerra che causò centinaia di migliaia di morti, in gran parte civili, e che fece pesare per secoli le sue conseguenze su buona parte dei territori che ora chiamiamo Germania.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La conquista del Sabotino (Marco Cimmino)

La carriera di Pietro Badoglio, noto per essere stato tra gli artefici dell’8 settembre 1943, inizia nell’agosto del 1916, quando l’Esercito Italiano si accinse a conquistare un’altura di poche centinaia di metri, alle soglie di Gorizia, noto come Monte Sabotino.

L’attacco e la conquista di questa altura portò alla “liberazione” di Gorizia, un fatto d’arme che non solo rinfrancò l’Italia, ma tutte le potenze europee, ancora scioccate dai macelli di Verdun e della Somme, in guerra contro Reich tedesco e Impero austro-ungarico.

Al di là dei risvolti politici e strategici, la conquista del Sabotino è rilevante perché gli stati maggiori italiani adottarono tattiche in un certo qual modo innovative, basate su un attento uso della logistica e una volta tanto disancorate dagli assalti alla baionetta, forieri di massacri e insuccessi: un approccio che vide proprio Badoglio tra i principali ideatori.

Dopo il Sabotino si riprese a fare la guerra alla vecchia, disastrosa, maniera: a Caporetto mancava poco più di un anno.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La Battaglia dei Ghiacciai (Marco Cimmino)

Durante la prima guerra mondiale, le truppe da montagna italiane e austro ungariche si affrontarono in un ambiente estremo, quello del comprensorio glaciale dei grandi massicci delle Alpi Centrali.

Fu una guerra che vide contrapposti reparti di piccole dimensioni, in condizioni climatiche e ambientali che ancora oggi appaiono incredibili, ovverosia lande subartiche ad un’altezza spesso superiore ai 3000 metri.

L’autore racconta con partecipazione le battaglie che videro protagonisti uomini che spesso, nella vita “borghese”, erano imparentati ed amici, per poi trovarsi sui lati opposti del fronte: una storia dove le imprese di guerra sono imprese alpinistiche, in cui si scavavano gallerie lunghe chilometri nel cuore dei ghiacciai, dove si “alloggiava” per mesi in rifugi scavati nella neve e nel ghiaccio, dove la natura mieteva più vittime del fuoco nemico, dove pezzi di artiglieria pesanti quintali venivano trascinati a quote impensabili.

Un libro per chi ama la montagna e le sue genti, da leggersi possibilmente con una mappa CAI delle zone dove si svolse questa epopea.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra dei sette anni (Marian Füssel)

La guerra dei sette anni in Italia è misconosciuta e spesso gli abitanti del Bel Paese confondono Federico il Grande con Federico II di Svevia.

Per cui, se vi volete fare un minimo di cultura su quello che fu il primo autentico conflitto mondiale, bene, questo agile saggio fa per voi: finalmente vi doterete delle conoscenze di base su una guerra che fece un milione di morti, che fu combattuta in Europa, America del Nord, Caraibi, sub continente indiano, Filippine e continente africano.

Un conflitto che ridisegnò gli equilibri di potenza nel settecento, ed in cui per la prima volta giocarono un ruolo importante le opinioni pubbliche europee, la stampa ed anche quelle che potremmo definire come le prime “multinazionali”, ovvero le varie “compagnie delle Indie”.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.