RECENSIONE: Paride o il futuro della guerra (Liddell Hart)

Raramente la prefazione di un libro occupa più spazio del testo originale. È il caso di questa opera, e dà l’idea della complessità e ricchezza dell’autore, Liddell Hart. Benché si tratti di un breve saggio scritto negli anni trenta, la sua contemporaneità è affascinante: l’autore stigmatizza la stupidità della guerra (come da lui vissuta direttamente nelle trincee francesi della prima guerra mondiale) e prova ad indicare modi e logiche diverse per condurre un conflitto armato, evitando gli inutili massacri a cui aveva direttamente assistito: forse un obiettivo utopico, certamente le “soluzioni” indicate appaiono oggi in parte per lo meno balzane.

Rimane il fatto di uno sforzo intellettuale tendente ad un solo obiettivo: evitare che il conflitto armato si risolva in un massacro senza scopo e privo di risultati.

RECENSIONE: L’arte della guerra di Boyd (Frans P. Osinga)

Questo non è un testo per tutti.

John Boyd è conosciuto solitamente come “inventore” del ciclo OODA.

Ma questo volume non si limita a spiegare questo ciclo, bensì compie uno studio accurato dei fondamenti filosofici, strategici, scientifici che stanno alla base del pensiero boydiano.

Se prendete in mano questo volume aspettatevi di passare attraverso argomenti quali i prncipi della termodinamica, la teoria del caos, il principio di indeterminatezza, il tutto mediato con il pensiero strategico di Sun Tzu, Liddel Hart, Lenin e Che Guevara.

Un libro che è un brain storming, e che richiede tempo per essere “digerito”

RECENSIONE: Storia militare della Seconda guerra mondiale (Basil Liddell Hart)

Liddel Hart è considerato uno dei maggiori innovatori strategici del novecento, non a caso definito “Il capitano che insegnava ai generali”.

Non pensate di avvicinarvi ad un volume in cui si raccontano fatti d’arme o si dettagliano minuziosamente gli svolgimenti di questa o quella battaglia.

Liddel Hart prende “a pretesto” il racconto della seconda guerra mondiale per dimostrare come la guerra possa rilevarsi uno stupido massacro, e come compito degli ufficiali sia di pensare a combattere guerre non per distruggere l’esercito nemico, bensì per  indurlo a dichiarsi sconfitto con il minimo spargimento di sangue.

Non casualmente Liddel Hart fu ai suoi tempi accusato di pacifismo, cosa strana per un ufficiale.

RECENSIONE: La Francia mondiale

francia mondialeL’avvento di Macron all’Eliseo ha portato cambiamenti significativi nell’Unione Europea, come anche nei rapporti Italia – Francia.

Una raccolta di riflessioni che aiutano a comprendere l’idea che l’establishment francese ha di Europa nonché le ragioni di tale storica postura.

RECENSIONE: Quanto vale l’Italia

quanto vale l'italiaUn numero monografico di LIMES dedicato al Bel Paese, alle sue contraddizioni (geopolitiche ma non solo), ma soprattutto alle sue potenzialità a livello internazionale, potenzialità spesso non sfruttate.

Difficilmente il lettore sarà d’accordo con tutti i contributi pubblicati, ma sicuramente apprezzerà il loro grado di approfondimento.

RECENSIONE: La banalità del male (Hannah Arendt)

La banalità del maleUn libro sconvolgente, sia per la testimonianza che porta su quanto accadde negli infami anni del nazismo, mai abbastanza conosciuti, sia per il punto di vista dell’autrice che offre visioni inedite, almeno per me, sulla situazione politica europea e, in particolare, italiana. Andrebbe letto soprattutto in questi confusi tempi in cui lo stesso titolo “La banalità del male” è diventato uno slogan e un modo di dire appunto “banale”, pronunciato in larga parte senza grandi consapevolezze. Sconvolgenti anche alcune visioni anticipatorie di possibili scenari futuri, non troppo lontani, in cui alcune perverse, quanto “normali”, riproposizioni di crudeli crimini su vasta scala potrebbero avverarsi.