RECENSIONE: 1943 Declino e caduta della Wehrmacht (Robert M. Citino)

Il 1943 fu l’anno horribilis della Wehrmacht. La sconfitta in Tunisia, lo sbarco alleato in Sicilia, la battaglia di Kursk, l’avanzata sovietica a Orel e, infine, lo sbarco a Salerno, furono eventi che segnalarono l’impossibilità, per le forze armate naziste, di vincere la guerra.

La Wehrmacht non stava difendendo la madrepatria, bensì stava combattendo per mantenere conquiste remote, conseguite con una brutale guerra di aggressione.

Eppure l’elite militare tedesco-prussiana, figlia di una cultura bellica basata sul concetto della guerra di movimento e sul principio che la forza di volontà del comandante può prevalere sulle condizioni avverse, fece un respiro profondo e sperò che con qualche accorgimento tattico ed un po’ di fortuna le sorti del conflitto non fossero segnate.

Il conflitto durò ancora due anni, e la responsabilità di ciò è da addebitarsi non solo alla “follia” hiitleriana, ma anche e soprattutto alla casta degli ufficiali prusso-tedeschi che non potevano neppure immaginare di perdere la guerra, perché ciò avrebbe significato far perdere senso e significato al loro gruppo di potere.

Come disse un generale tedesco alla vigilia dello sbarco alleato in Sicilia: “un immediato e temerario assalto verso il nemico, è questa la mia specialità”. E per eseguire questa “Totenritt”, questa cavalcata mortale, la fede doveva sostituire il pensiero razionale: bisognava insomma smettere di pensare.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Ezio la nemesi di Attila (Ian Hughes)

Ezio è una delle figure più importanti della storia del tardo Impero Romano e le sue azioni hanno contribuito a mantenere l’integrità dell’Occidente negli anni del declino. Prima della sua carriera ai vertici dell’esercito romano, fu un semplice ostaggio tra i goti di Alarico e poi con Rua, re degli Unni: ciò gli consente di “studiare all’estero”, imparando a conoscere punti di forza e debolezze di questi popoli,ad apprendere le loro tattiche militari (da lui poi utilizzate in oltre venti anni di campagne), a capire le possibilità di allearsi ora ad una ora all’altra coalizione di tribù “barbare”.

Generale forte e stimato in un periodo di imperatori deboli e invischiati in lotte di palazzo, Ezio cerca di fermare il declino politico, militare ed economico dell’impero romano d’occidente: riconquisterà la Gallia, terrà a freno Vandali ed altri popoli barbarici in Spagna e Africa, sino a raggiungere il culmine della sua carriera militare con la sconfitta inflitta ad Attila ai Campi Cautalanici,

Tuttavia i successi militari non risolveranno i problemi reali dell’impero romano d’occidente, dovuti ad una crisi finanziaria derivante dal venir meno dell’entrate dei territori controllati dalle popolazioni barbariche da un lato, e dal rifiuto parallelo delle classi abbienti dell’impero di farsi carico delle spese necessarie per mantenere un esercito che ponesse un freno alle invasioni.

Il sogno di Ezio, ripristinare l’impero d’occidente, non sarà sconfitto dalla cavalleria unna guidata da Attila, ma dal mancato gettito fiscale…. Ed i paralleli con la contemporaneità sorgono spontanei.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.