RECENSIONE: La conquista dell’Adamello (Marco Cimmino)

Preparatevi ad emozionarvi, se prendete in mano questo libro.

Il curatore dell’opera è infatti riuscito in un compito non facile: coinvolgervi nella storia di una famiglia bergamasca di amanti della montagna e scalatori, i cui quattro figli compirono imprese belliche e alpinistiche sul fronte alpino della prima guerra mondiale.

La prima parte dell’opera è dedicata alla “storia” della famiglia Calvi, che si intreccia con quella della piccola borghesia “interventista” bergamasca, con i suoi richiami risorgimentali.

Si entra poi nel vivo delle operazioni belliche, effettuate in un ambiente che ben si può definire artico, di cui si rese protagonista il capitano Nino Calvi, per giungere al suo “diario” (riprodotto in copia anastatica), vergato ad un anno dalla fine del primo conflitto mondiale: un manoscritto che mai venne dato alle stampe, in quanto Nino Calvi precipiterà proprio dalla parete nord dell’Adamello, nel corso di una scalata.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra dei Trent’anni (Georg Schmidt)

Dal 1618 al 1648 gli Stati dell’Europa centrale furono dilaniati da una serie ininterrotta di conflitti politici e religiosi che contrapposero l’autorità imperiale cattolica, i principi protestanti, i “ceti” di quello che veniva ancora definito Sacro Romano Impero.

Non fu una semplice questione di fede, tanto è vero che uno degli oggetti del contendere riguardava il diritto di proprietà dei beni di numerosi ordini religiosi, e fu certamente un conflitto che coinvolse le altre potenze europee (Russia, Francia, Svezia, Spagna).

Una guerra che causò centinaia di migliaia di morti, in gran parte civili, e che fece pesare per secoli le sue conseguenze su buona parte dei territori che ora chiamiamo Germania.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La conquista del Sabotino (Marco Cimmino)

La carriera di Pietro Badoglio, noto per essere stato tra gli artefici dell’8 settembre 1943, inizia nell’agosto del 1916, quando l’Esercito Italiano si accinse a conquistare un’altura di poche centinaia di metri, alle soglie di Gorizia, noto come Monte Sabotino.

L’attacco e la conquista di questa altura portò alla “liberazione” di Gorizia, un fatto d’arme che non solo rinfrancò l’Italia, ma tutte le potenze europee, ancora scioccate dai macelli di Verdun e della Somme, in guerra contro Reich tedesco e Impero austro-ungarico.

Al di là dei risvolti politici e strategici, la conquista del Sabotino è rilevante perché gli stati maggiori italiani adottarono tattiche in un certo qual modo innovative, basate su un attento uso della logistica e una volta tanto disancorate dagli assalti alla baionetta, forieri di massacri e insuccessi: un approccio che vide proprio Badoglio tra i principali ideatori.

Dopo il Sabotino si riprese a fare la guerra alla vecchia, disastrosa, maniera: a Caporetto mancava poco più di un anno.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.