RECENSIONE DOPPIA: Vae Victis! Roma davanti alla sconfitta (Mathieu Engerbeaud) + Il potere del mito (Limes, ed. Febbraio 2020)

Talvolta associare due opere ci permette di riflettere e di ragionare su tematiche complesse in modo migliore.

È quello che vi proponiamo con questa “recensione doppia”: due volumi da leggersi “in contemporanea”, per chiarirsi le idee su una questione di non poco conto: quanto incide il “mito” nella costruzione di una nazione, di un impero, di uno stato?

Si può partire dai fondamentali, con il volume di Mathieu Engerbeaud su come il racconto della storia di Roma, effettuata dagli storici del periodo imperiale, abbia trattato il tema delle sconfitte militari (ricordate le interrogazioni alle medie sulle Forche Caudine o sulle oche del Campidoglio?).

Un’analisi accurata, talvolta quasi pedante, che ci prende per mano e ci porta a conclusioni che possono apparire incredibili: anche la sconfitta militare può contribuire alla costruzione di un mito politico imperiale basato sulla grandezza e l’invincibilità.

Il quaderno di Limes ci porta ai giorni nostri, nel senso di età contemporanea, affrontando lo stesso tema: il mito.

Ogni comunità, che aspiri ad assumere un ruolo centrale sullo scacchiere geopolitico mondiale, plasma la propria identità secondo una precisa idea di se stessa, un determinato racconto. A tal fine, le collettività adattano le proprie tradizioni, saldandole nella memoria, organizzando e razionalizzandone il culto. Le maggiori potenze sono tali perché curano il fondamento mitico della loro identità per farsi soggetti geopolitici. Creano il mito per trarne il proprio scopo, la propria strategia. Usano la storia per proiettarvisi dentro. L’auto-legittimazione del proprio credo diviene così metro per misurarne il progresso o il declino. Questi i temi del numero di Limes.

Buona lettura abbinata!

Disponibili presso la biblioteca del Centro Eirene.