RECENSIONE: Venezia, offensiva in Italia (Federico Moro)

Può un saggio storico essere “avvincente”?

Sì, può accadere, e questo volume ne è la prova provata.

Preparatevi a un percorso, degno di una spy story di Le Carré, attraverso i conflitti tra le varie signorie italiane, il  papato, i regni spagnolo e francese, l’espansione ottomana, il Sacro Romano Impero che si appresta a divenire Impero austriaco.

Il periodo storico è dei più complessi: la pace di Torino, che mette fine alla guerra di Chioggia nel 1381, vede Venezia in ginocchio: è stremata sotto il profilo umano, finanziario e militare e ha dovuto subire gravi amputazioni territoriali.

Lo Stato da mar, però, le è rimasto fedele. In breve, la Repubblica recupera forza economica e politica. Nel 1402, la simultanea scomparsa del padisa ottomano, Bayazed I, e del duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, le offre un’incredibile opportunità: può diventare egemone sia nel Levante che in Italia, evento in grado di trasformarla nell’unica superpotenza mediterranea.

Sono le premesse di un secolo di conflitti durante i quali la Serenissima conquista Veneto e Friuli, si espande in Lombardia, Trentino, Romagna, Puglia, valle dell’Arno e sembra poter unificare la penisola. Un obiettivo che Venezia fallisce, per miopia politica e forse per eccessiva attenzione agli “sghei” cumulabili nell’immediato.

L’insuccesso, proprio mentre l’Impero Ottomano è in pieno sviluppo, scatena il primo grande conflitto europeo del Cinquecento, la guerra della lega di Cambrai. Allora sarà Venezia nella tempesta.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

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